E' da poco on line il nuovo sito del giallista Bortolotti. Con una categoria RICETTEche prontamente linkiamo. Nella speranza che si diventi sempre più pingue. (La categoria ricette, non il Bortolotti...)
LETTURE 2006
Sabato mattina stavo potrendo a letto e ho avuto questa idea: 'Perchè non fare una lista dei libri letti nel 2006?'. Da qui a: 'Perchè non metterla sul blog?' il passo è breve.... Giallo/Noir
Yasmina Khadra – Morituri
Patricia Highsmith – Acque profonde Patrick Fogli – Lentamente prima di morire Andrea Cotti – Un gioco da ragazze Piergiorgio Di Cara – Vetro Freddo
AA.VV. Caffè Killer
Margherita Oggero – L’amica americana
Marco Vichi – Il commissario Bordelli
Varie
Marina Lewicka – Breve storia dei trattori in lingua ucraina
Giancarlo Fusco – Duri a Marsiglia Lorenzo Sani – Più sangue, Larry
Edgar Keset – Pizzeria Kamikaze
Emanuel Donala – Jazz e vino di palma
Sul comodino
Raymond Carver – Da dove sto chiamando
Marco Vichi – Il brigante
Cosa mi è servito farla? A riflettere sul fatto che gli unici libri che ricordo sono quelli che ho nella libreria. Quelli prestati da amici o biblioteche....persi per sempre tra i tortuosi meandri della memoria! Dunque, il primo proposito del 2007 sarà segnare su un quadernino i libri - in prestito - che leggo.
P.S. Nel caso vi stiate chiedendo perchè non ho dato i 'voti' ai romanzi lett( come si converrebbe a ogni brava blogger) la risposta è che non soporto le meastrine, le sgozzerei tutte. In compenso nella lista ho inserito i link alle recensioni di Thriller Magazine. A cura di una certa Daniela Patanè.
Parisien du Nord (Cheb Mami & K-mel) Rah Jey (Cheikha Rimitti) Let me cry - Cheb Mami Mauvais Sang (quella di Kader o Khaled...è uguale) El Awama (Cheb Kader) Ya Rayah (Rashid Taha) - Quella della colonna sonora del Caimano, per intenderci...
Sempre a proposito di merguez...per gusto enciclopedico ho cercato qualche info su Google.
La bibliografia è limitata, la migliore definizione wikipedia è in tedesco e non ci sono grandi tracce di merguez nella storia. In compenso ho trovato due diverse ricette su due diversissimi siti:
aufeminin (versione francofona del nostro Al Femminile) e khaoula: una sorta di cosmo per donne magrebine e nordafricane: non mancano le rubriche tradizionali; ricette, bellezza, diete. Solo la rubrica degli ‘affari di cuore’ (quin ribattezzata più sobriamente 'testimonianze') rivela un approccio al mondo un po’ diverso dal nostro. ( o dal 'vostro'...io mi sento aliena anche ai femminili nostrani).
Oggi pomeriggio mi accingo a uno dei miei rituali culinari: il cous cous...
Non me ne vogliano i vegetariani, ma lo farò con le merguez. Il cous cous con le merquez ma ricorda sempre una cena al ristorante Chez Papa, alla Villette, durate il mio viaggio parigino di compleanno. Risale a qualche anno fa, ormai, ma se mi soffermo troppo sul ricordo mi viene ancora il pruritino al naso e la lacrimuccia.
Il rituale del cous cous inizia per me prima ancora di entrare in cucina: innanzi tutto bisogna trovare delle merquez. Il mio rifornitore di fiducia è la macelleria araba di via del Lavoro, anche se sono sempre tentata di `tradirla', provando Aziz o tornando dalla mia `prima´ bottega araba, quella in via Duse (dove oltretutto potrei prendere anche le verdure...) Poi non riesco mai a resistere dal comprare qualche cazzatina `arab style´, tipo improbabili bibite fanta con il logo in calligrafia, in mancanza di Arab o Mecca Cola.
Poi quando arrivo a casa e inizio a lavorare, sbucciando le patate, tagliando carote e zucchine, scegliendo le spezie (ebbene sì, non uso sempre le stesse) metto sù qualcosa della mia discoteca...(oggi mi sa che andrò di raii o musica marocchina). Lo so che è stupido, ma mi aiuta a entrare nell'atmosfera del piatto. O almeno così mi sembra... Il cous cous è per me una delle migliori tecniche di cook-therapy*. E' un piatto relativamente semplice ma che richiede una lunga preparazione; preparare un buon cous cous non monopolizza la mente, che quindi è libera di scorrazzare tra i pensieri,oppure di isolarsi in se stessa (il cous cous come meditazione?)
Ho deciso che, a preparazione ultimata, farò una foto e la posterò sul blog. La ricetta non la metto perchè il cous cous è una 'pietanza espressiva'; ognuno lo può fare come se lo sente, aggiungere ingredienti, togliere spezie, a seconda dell'umore. In compenso posso fare una lista di brani adatti alla preparazione del cous cous.
L'esperimento GNOCCHI DI ZUCCA è fallito. Mi è uscita una pentola di proiettili di farina immangiabili.
E' pensare che ho atteso che il primo affiorasse sulla superficie dell'acqua, in trepidante attesa. Sembravo un'ostetrica nella fase :Vedo la testa, vedo la testa!!!
E invece.... Ci sono alcune ricette che non sono nel nostro DNA. Perchè non le ha mai fatte nostra madre, non le ha mai fatte nostra nonna, non le abbiamo nelle mani...
Certo, a cucinare si impara, ma certi piatti sono più faticosi di altri, perchè non ci appartengono.
Ho fotografato i miei proiettili e ho 'pistolato' la foto con questo effetto pseudo-artistico (che su blog non purtroppo non rende). Visto che ho deciso di esercitare la gratitudine tutte le volte che posso, ringrazio i miei primi disastrosi gnocchi di zucca, perchè anche se non sono riusciti a trasformarsi in cibo, hanno rappresentato il tentativo di superare un limite.
Sabato pomeriggio sono stata al Cioccoshow! Ne ho scritto un breve (breve?) reportege (reportage??) che ho mandato allo Spettro della Bolognesità. (bolognesità???). Andatelo a leggere, please. . E' il post di domenica 12...
CioccoShow è una manifestazione dedicata all'amore di grandi e piccini: la cioccolata - recitano gli organizzatori - Per quattro giorni Piazza Maggiore, Via Orefici, Piazza Galvani e Piazza San Francesco faranno da prestigiosa cornice* agli stands dei produttori della migliore pralineria e cioccolata artigianale presso i quali i visitatori della rassegna potranno scoprire gli aspetti più nascosti della magia del cacao e della sua lavorazione: assaggi, curiosità e possibilità di acquisto. La rassegna prevede anche convegni, seminari, laboratori, degustazioni e proiezioni di film a tema.
Arriva dunque anche quest'anno Cioccoshow. Organizzato da una società di servizi affiliata a Bologna Fiere, ha tutta l'aria di essere un evento 'modesto' per 'modesti' (tanto per citare lo Spettro della Bolognesità). Tuttavia dato che qui alla Tribù, le considerazioni socio-culturali raramente prevalgono sulla gola, probabilmente ci farò un salto. Forse tornerò a casa con un pacchetto di Scorza Majani. (Di quello che avrei potuto comprare un giorno qualsiasi in un qualsiasi tabaccaio).
P.S. Buffo che le strade e le piazze di Bologna siano 'prestigiose' e 'degradate' al tempo stesso. No?
I Circassi sono un gruppo etnico di origine adiga della Circassia, conosciuta anche col nome di Cherkessia in Russo, che fa parte della regione caucasica. I Circassi, noti per la bellezza delle loro donne*, furono i detentori del potere sovrano in Egitto, nel corso del sultanato mamelucco. Furono espulsi dalle loro regioni natali alla fine del XIX secolo, dopo una serie di rivolte contro il potere russo zarista. Essendo musulmani trovarono rifugio nelle varie regioni che costituivano ancora l'Impero Ottomano, grazie alle loro tradizionali abilità militaresche che li portarono a costituire anche la tradizionale guardia pretoriana del Sultano di Istanbul. (fonte Wikipedia)
* Noti però anche per il loro famoso pollo alla circassa (sul web ci sono centinaia di ricette, alcune delle quali stranissime, com pomodoro o acciughe...)
Visto che la rete è uno spazio nel quale ognuno può dare la propria versione dei fatti, ecco il MIO pollo alla circassa (mio e del ricettario dal quale l'ho preso)
POLLO ALLA CIRCASSA (della Tribù)
un pollo
100 g di pane
carota, cipolla, aglio, sedano
300 g di noci sgusciate (con le vostre manine preferibilmente)
pepe nero,
un cucchiaiono di paprica
Olio di noci (se lo trovate, io ne ho fatto a meno).
Mettere il pollastro in una casseruola, con cipolla, sedano, carota, grani di pepe nero, il tutto tagliato, ricoperto di H2O e messo a sul fuoco. Lì tenerlo finchè non è bello cotto, dopodichè toglierlo dall'acqua (che nel frattempo è diventata brodo) e farlo raffreddare.
Sgusciare (meglio se faticosamente) le noci.
Togliere al pane la crosta (se dipiace buttarla e se è del tipo adeguato, si può tenerla da parte e farne crostini per l'insalata)
Bagnare la mollica con parte del brodo.
Aggiungere le noci, sgusciate, due spicchi di agli e tutto nel mixer fino a che non diventa una salsina liquida ma non troppo. Mettere 'sto salsina sul fuoco, aggiustare di sale, pepe.
Riprendere il pollo (che nel frattempo è stato spellato, disossato e tagliato a bocconcini) e servirlo, irrorato di salsa e con una 'spruzzatina' di paprika.
Vista la lunga e felice permanenza dei Circassi in Turchia, il pollo alla circassa figura nel mondo come ricetta turca.
In turco si dice
çerkez tavugu
Visitate questo blog: c'è (quasi) sempre da imparare qualcosa.
Mai cose utili, ma (quasi) sempre qualcosa....
che mi hanno linkato o inserito nella categoria dei blog italiani di cucina. In realtà non so se questo è un blog di cucina...Più spesso è un blog di quello che mi cucina nella testa, e poco più (ultimamente sono anche pietanze pesanti).
Non faccio le cronache di quello che preparo (anche se la settimana scorsa ho fatto un goulash che ha superato le aspettative). Non potrei mai fotografare i miei piatti e pubblicare le immagini (vivrei con il terrore che qualcuno riconosca il mio servizio di piatti 'buono', ottenuto con i punti del supermercato In's, che mia mamma raccolse pazientemente alcuni lustri fa.
Avrò diritto a stare nella categoria 'food blog'? Chissà...
Mi scuso invece con le due persone che si sono collegate al mio profilo, chiedendo di chattare e che si sono viste chiudere la chat-finestrella in faccia. Scusate, ragazzi, ma non è il caso.
In questo momento vivo con un libro, un po' folle forse ma allegro e caotico abbastanza perchè possa fungere da scialuppa di salvataggio per chi, come me, sta cercando di capire se ha ancora dei punti fermi (e se sì, dove sono).
Si tratta di 'Pronoia, l'antidoto alla paranoia - 888 metodo per diventare selvaggiamente felici'. L'autore è il mio 'guru' del venerdì, Rob Brezny. (anche questo me lo sono regalato per il compleanno) Ai miei mancati compagni di chat e agli amici che mi hanno segnalato nei loro siti dedico uno degli 'auguri' che Rob cita nel libro:
Un augurio per te:
che tu possa assaggiare un nuovo dessert
in una terra sconosciuta
almeno una volta ogni tre anni"