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venerdì, 25 novembre 2005

QUESTO e' IL MIO RISTORANTE PREFERITO

Venerdì scorso sono stata con un gruppo di amici a mangiare al Tubino.
COS'è IL TUBINO????!!! Ma che domande sono?
Il Tubino è il mitico ristorante di San Pietro in Casale (http://www.trattoriatubino.com) che io semplicemente ADORO.
Vi risparmio la recenzione della mia cena, perchè è una comunicazione che avrebbe tutto il diritto di finire nella rubrica "chi se ne frega" di Cuore. Se esitesse un Cuore per i contenuti dei blog. Siamo andati a cena per festeggiare un evento: la tanto attesa uscita in libreria di QUESTO E' IL MIO SANGUE, opera prima di Matteo Bortolotti, edita da Colorado Noir/Mondadori.
Però...i tortelli di zucca con mortadella e aceto balsamico...
Fate un salto al Tubino, se vi capita. Se non vi capita, passateci apposta.
E se vi capita anche di andare in libreria, regalatevi per Natale il bel romanzo del Bortolotti (www.matteobortolotti.it).

(oh yes, messaggio promozionale gratuito e volontario :-)





postato da: scimmietta alle ore 14:09 | link | commenti (3)
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sabato, 19 novembre 2005

EBBENE Sì, MI AUTOCITO...
Da un controllo di vecchi documenti sul computer, è saltato fuori il testo di un post che avevo pubblicato mooolto tempo fa sul mio vecchio blog 'sharqimonkey'. E' il resoconto di una lezione di cucina marocchina che avevo seguito, con annessa ricetto per il pane arabo. Ve la  ripropongo, perchè è un peccato che vada persa...nel caso anche io mi dimenticassi come si fa il pane arabo, posso sempre dare una controllatina sul mio blog...

C’era una fauna mista di giovani a caccia di esperienze gastronomiche alternative di gusto no global e coppie di quella che una volta di definiva mezz’età (oggi che siamo giovani fino a quarant’anni e moriamo a novanta, chissà qual è la mezza età?).
C’era chi era incuriosito dai nomi degli ingredienti e delle ricette e costringeva Fathiha, la nostra cuoca-docente a dirci i nomi in arabo di tutto quello che toccava e se li segnava su un taccuino…per la maggior parte di questi nomi non riuscivamo nemmeno ad afferrare la pronuncia…Da quel poco che ho appreso io, pentola in arabo di dice qualcosa tipo “chasrija” e il pane arabo si chiama “hobs” (ma è tutto molto approssimativo). Il pane arabo, dicevo…A Bologna quello che vendono nelle panetteria come pane arabo è arabo quanto me, e nella maggior parte dei casi è immangiabile come quasi tutto il pane di queste parti (non me ne vogliano i bolognesi ma il pane emiliano è il peggiore d’Italia) . Le donne marocchine, ci spiegava Fathiha, fanno il pane in casa tutti giorni e poi, se non hanno il forno, lo portano a cuocere nei forni pubblici. In alcune zone del Marocco ci sono ancora i forni pubblici. Comunque, per amore della conoscenza, vi divulgo via blog la ricetta esclusiva del pane arabo; fatene buon uso, se vorrete farne uso…

Pane arabo – detto Hobs ( o qualcosa di simile)
1 kg di farina (semola macinata di grano duro)
acqua tiepida
sale q.b.
lievito di birra, un cubetto

Prendere tutti gli ingredienti e impastarli fino a farne una palla omogenea. E’ la parte più difficile, bisogna impastare e ri-impastare molto energicamente per almeno un quarto d’ora, tirare la palla di paste con una mano mentre la si tiene ferma con l’altra. Quando arriva al giusto livello di consistenza (morbida e uniforme) si suddivide in palline tonde della dimensione che si preferisce, avendo cura di appallottolarle bene per spianare tutte le eventuali rughe, poi si schiacciano leggermente con il palmo della mano (non con le dita o rimangono le ditate sulla pasta). A questo punto si coprono e si lasciano lievitare fino a quando non sono gonfie. Allora si fanno dei piccoli buchi con la forchetta e si inforna a 180° per circa un quarto d’ora.


postato da: scimmietta alle ore 10:31 | link | commenti (2)
categorie: ricette
venerdì, 18 novembre 2005


POFFARBACCO Petrini...
Da oggi in libreria i princìpi della nuova gastronomia secondo Carlo Petrini Esce oggi in libreria, edito da Einaudi, nella prestigiosa collana Gli struzzi (POFFARBACCO), il libro di Carlo Petrini Buono, pulito e giusto. Principi di una nuova gastronomia.
Si tratta di un saggio in cui trova voce la nuova concezione della gastronomia che ha guidato le azioni e i progetti di Slow Food negli ultimi anni. " C’è ancora chi pensa ai gastronomi come a una cricca di mangioni egoisti, incuranti di ciò che sta loro attorno e per lo più appartenenti a un’élite facoltosa (POFFARBACCO!)" dichiara Petrini. "Certo, il cibo può e dovrebbe essere un piacere, ma mangiare è anche un “atto agricolo”: selezionando cibi di buona qualità, prodotti con criteri di rispetto per l’ambiente e le tradizioni locali, favoriamo la biodiversità e un’agricoltura equa e sostenibile. "Abbiamo fame di cambiamento" conclude. "Perché allora non darci un progetto? Propongo la costruzione di una rete globale dei nuovi gastronomi che stabilisca un’alleanza tra le diverse comunità del cibo". Attraverso vivaci frammenti autobiografici (dalla storia dei peperoni di Costigliole d’Asti agli incontri con le culture contadine in Messico, Scandinavia, Africa) intercalati a meditate riflessioni, cifre e proposte concrete, il libro accompagna nell’ampia galassia delle discipline e dei diversi savoir faire che gravitano intorno al cibo.

Buono, pulito e giusto. Principi di una nuova gastronomia è in vendita al prezzo di 15,50 euro. (POFFARBACCO!)

postato da: scimmietta alle ore 15:05 | link | commenti
categorie: libri
giovedì, 17 novembre 2005

Chi, come me,  è appena tornato da Barcelona, dovrebbe fare un post sulle TAPAS. Invece no, io lo faccio sul cioccolato.
Nei prossimi giorni, la nostra città sarà pervasa dagli effluvi cacaosi di Cioccoshow, e io vafo a fare incetta di brufoli, ma...anche di cultura: Venerdì 18 novembre Sala Borsa in Piazza Maggiore, alle ore 18.00, si presenta CHOCOKILLER raccolta di racconti noir con protagonista il cioccolato (I golosi ora sanno che c’è un cioccolato prodotto con burro di cacao e cattivi pensieri: è ChocoKiller, un cioccolato letterario maligno raccontato in quest’antologia giallo-noir da 12 bravi scrittori...) E’ un’ altra magia di Morganti Editori, per la collana CATTIVI GOLOSI.



P.s. (Barcelonese).Che delusione però...una si ritrova in quella che, a torto o a ragione viene definita la capitale mondiale della cucina, nell’anno dedicato alla gastronomia, proprio durante i giorni di una delle più importanti fiere nazionali sul cibo, e cosa scopre? Che la suddetta manifestazione fieristica è sponsorizzata da Nestlè... Che senso ha?
postato da: scimmietta alle ore 16:47 | link | commenti (4)
categorie: libri, vivere con un giallista
venerdì, 04 novembre 2005

TRATTORIA DELL'AUTOTRENO
Tipologia: Ristorante Via della Secchia, 3  - Bologna
Telefono: 051558007
Prezzo Min/Max: 15.00 / 30.00
 Disponibilità parcheggio: Scarsa
Prenotazione: Consigliata
Carte di credito: Le principali
 Accesso disabili: no
Area fumatori: no
Brunch: no
Giorno chiusura: Lunedì
Questo è quello che dice il sito: www.il mangione.it della trattoria nella quale ho mangiato ieri sera. Cucina emiliana/bolognese tradizionale che più tradizionale non si può. Alcuni anni fa andai ad un incontro con un attore-regista teatrale che aveva molto lavorato su Shakespeare. Diceva lui: "I classici sono tali perchè suggeriscono la riscrittura" Parlava di teatro naturalmente ma la sua teoria si potrebbe applicare tranquillamente anche alla cucina bolognese. A volte sarebbe meglio 'riscriverla' un po'...magari alleggerendola. Buoni gli 'stringozzi' con le ortiche, anche se avevano fatto nel burro dei tripli salti carpionati. Ho evitato la crescentina, anche se meritava...Ottimo il creme caramel.
L'autotreno è l'ideale per chi appressa l'atmosfera casalinga e tollera gli incubi da digestione.

postato da: scimmietta alle ore 12:19 | link | commenti (4)
categorie:
mercoledì, 02 novembre 2005


SWEET Torrone 


per la serie, se è vero che quel che non ammazza ingrassa, questa ricetta fa entrambe le cose!



150 grammi di nocciole
 100 grammi di zucchero
 450 grammi di cioccolato fondente
 3 tuorli
 600 ml di panna da montare
 1 bicchierino di cognac
 2 albumi
 1 bustina di vanillina
 10 amaretti
 10 wafer al cacao
 150 grammi di torrone
 70 grammi di meringhe

In una ciotola amalgamare i tuorli con lo zucchero e la vanillina, incorporarvi 500 ml di panna montata a neve e mescolare con la frusta. Contemporaneamente tritare molto finemente il torrone, quindi sbriciolare i wafer,  100 grammi  di cioccolato fondente ed infine  50 grammi  di meringhe e gli amaretti. Amalgamare il tutto con molta cura ed unire una metà del trito con metà della crema.......devo continuare??

NON é Uno scherzo! questa e altre ricette con il torrone al link: http://www.sweettorrone.it/ricette.asp
MILLE ANNI di palestra, digiuno e penitenze non basteranno a mondarvi la coscienza, o voi,che vi recherete a Cremona nei prossimi giorni (5 e 6 novembre) per partecipare alla  manifestazione 'Sweet Torrone' 
(www.sweettorrone.it ...oltretutto ditemi se il sito non sembra fatto dagli stessi web designer di Eurochocolate?!)
Cremona, città di torroni e del nostro sindaco Cofferati, paladino dell'ordine e della legalità a suon di ruspe.
Chissà se secondo lui sarebbe legale una simile ricetta?? Mah...come diceva Ferrini: "non capisco ma mi adeguo"

 
postato da: scimmietta alle ore 22:35 | link | commenti
categorie: ricette