VARIAZIONI SUL BABA GHANOUSH
Ieri sera ho comprato alla libreria del Fest-festival il mio ennesimo libro di cucina araba. "Cucina araba" appunto, della collana ‘Altricibi’ di Sonda. Autice Joan Rundo di nascita scozzese, ma arabista di formazione. E’ interessante la parte della ‘dispensa’ e sono curiosi i proverbi. Invece di dire: "Chi va piano va sano", in Marocco si dice: "Le melanzane si mangiano lentamente". A proposito di melanzane, ho aggiunto un’altra versione alla mia raccolta di versioni del Baba Ghanoush, o Baba Gannouj o Ghannouj (Letteralmente Baba Gannouj significa ‘il padre viziato’).Esistono più modi di preparalo che di scriverne il nome (e già questi ultimi sono parecchi); pensare che in fondo è un semplice purè di melanzane…
Chissà poi perché chiamare un purè di melanzane "il padre viziato"?
Si vede che siamo culture diverse. Da noi generalmente sono i figli ad essere viziati. Ma soprattutto non concepiamo diverse versioni della stessa ricetta. Da noi il ragù si cuoce per 9 ore-perché?-perché sì.
La cucina è un dogma, una scienza esatta. La dittatura del relativismo si combatte tra i fornelli.
Viva allora il Baba Ghanoush. Viva il Baba Gannouj. Viva il pluralismo, la sperimentazione e i pigri padri marocchini.