LA TRIBU' CHE MANGIA

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giovedì, 23 novembre 2006

COME PROMESSO

cuscussLa foto e la lista dei brani:

Parisien du Nord (Cheb Mami & K-mel)
Rah Jey (Cheikha Rimitti)
Let me cry - Cheb Mami
Mauvais Sang (quella di Kader o Khaled...è uguale)
El Awama (Cheb Kader)
Ya Rayah (Rashid Taha) -
Quella della colonna sonora del Caimano, per intenderci...

Sempre a proposito di merguez...per gusto enciclopedico ho cercato qualche info su Google.
La bibliografia è limitata, la migliore definizione wikipedia è in tedesco e non ci sono grandi tracce di merguez nella storia. In compenso ho trovato due diverse ricette su due diversissimi siti:
aufeminin (versione francofona del nostro Al Femminile) e khaoula: una sorta di cosmo per donne magrebine e nordafricane: non mancano le rubriche tradizionali; ricette, bellezza, diete. Solo la rubrica degli ‘affari di cuore’ (quin ribattezzata più sobriamente 'testimonianze') rivela un approccio al mondo un po’ diverso dal nostro. ( o dal 'vostro'...io mi sento  aliena anche ai femminili nostrani).
postato da: scimmietta alle ore 18:22 | link | commenti
categorie: ricette
domenica, 29 ottobre 2006

Il Circasso,
questo da poco conosciuto

I Circassi sono un gruppo etnico di origine adiga della Circassia, conosciuta anche col nome di Cherkessia in Russo, che fa parte della regione caucasica. I Circassi, noti per la bellezza delle loro donne*,  furono i detentori del potere sovrano in Egitto, nel corso del sultanato mamelucco. Furono espulsi dalle loro regioni natali alla fine del XIX secolo, dopo una serie di rivolte contro il potere russo zarista. Essendo musulmani trovarono rifugio nelle varie regioni che costituivano ancora l'Impero Ottomano, grazie alle loro tradizionali abilità militaresche che li portarono a costituire anche la tradizionale guardia pretoriana del Sultano di Istanbul. (fonte Wikipedia)

* Noti però anche per il loro famoso pollo alla circassa (sul web ci sono centinaia di ricette, alcune delle quali stranissime, com pomodoro o acciughe...)
Visto che la rete è uno spazio nel quale ognuno può dare la propria versione dei fatti, ecco il MIO pollo alla circassa (mio e del ricettario dal quale l'ho preso)

POLLO ALLA CIRCASSA (della Tribù)

un pollo
100 g di pane
carota, cipolla, aglio, sedano
300 g di noci sgusciate (con le vostre manine preferibilmente)
pepe nero,
un cucchiaiono di paprica
Olio di noci (se lo trovate, io ne ho fatto a meno).

Mettere il pollastro in una casseruola, con cipolla, sedano, carota, grani di pepe nero, il tutto tagliato, ricoperto di H2O e messo a sul fuoco. Lì tenerlo finchè non è bello cotto, dopodichè toglierlo dall'acqua (che nel frattempo è diventata brodo) e farlo raffreddare.
Sgusciare (meglio se faticosamente) le noci.
Togliere al pane la crosta (se dipiace buttarla e se è del tipo adeguato, si può tenerla da parte e farne crostini per l'insalata)
Bagnare la mollica con parte del brodo.
Aggiungere le noci, sgusciate, due spicchi di agli e  tutto nel mixer fino a che non diventa una salsina liquida ma non troppo. Mettere 'sto salsina sul fuoco, aggiustare di sale, pepe.
Riprendere il pollo (che nel frattempo è stato spellato, disossato e tagliato a bocconcini) e servirlo, irrorato di salsa e con una 'spruzzatina' di paprika.

Vista
la lunga e felice permanenza dei Circassi in Turchia, il pollo alla circassa figura nel mondo come ricetta turca.
In turco si dice
çerkez tavugu




Visitate questo blog: c'è (quasi) sempre da imparare qualcosa.
Mai cose utili, ma (quasi) sempre qualcosa....

postato da: scimmietta alle ore 16:35 | link | commenti (1)
categorie: ricette
sabato, 12 agosto 2006

Direttamente da: www.bresciainvetrina.it  casonsèi (pota-pota)

Per 6 persone
Per la sfoglia:
500g di farina bianca, 1 pizzico di sale, 4 uova intere più 1 tuorlo, acqua q. b..

Per il ripieno:
300 g di carne di manzo, 1 carota,
1 gambo piccolo di sedano, 1/2 cipolla, 1 chiodo di garofano, 1 pizzico di noce moscata, 3/4 foglie di basilico, 1/2 bicchiere di vino rosso corposo, 50 g di formaggio grana grattugiato, 50 g di pane grattuggiato fine, 1 tuorlo d'uovo, 1 noce abbondante di burro, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale, pepe.

Per il condimento: qualche fogliolina di salvia, 100 g di formaggio grana grattugiato, 120 g di burro
       
Per prima cosa preparate la pasta impastando sulla spianatoia la farina con i pizzico di sale, le uova e, se necessario, con un po' di acqua. Impastate bene per circa 10 minuti e, con la pasta ottenuta, tirate 2 sfoglie sottili avendo cura di non farle asciugare. Nel frattempo in un tegame a parte fate soffriggere il bur-ro e l'olio extravergine di oliva con la cipolla affettata finemente; unite la carne che dovete lasciar dorare per bene da tutti i lati, quindi spruzzate con il vino e lasciate evaporare. Dopo aver aggiunto le verdure ta-gliate a pezzettini, il chiodo di garofano, il basilico tritato, il sale, il pepe e 1 pizzico di noce moscata, la-sciate cuocere a tegame coperto per 2 ore e mezzo, bagnando, se necessario, con poca acqua calda per non fare attaccare. A cottura ultimata, tritate fine la carne e passate le verdure al setaccio. Mettete ora il composto in una terrina, unite il pane grattugiato, il formaggio grana grattugiato e il tuorlo d'uovo. Amalgamate bene il tutto e aggiustate di sale. Su una sfoglia di pasta mettete quindi tante piccole noci del ripieno preparato a distanza di un dito e coprite con l'altra sfoglia. Pigiate con le dita intorno ad ogni pallina di ripieno per chiudere bene il composto. Con un taglia-pasta a rotella dividete i "casonsèi" in pezzi di circa 4 centimetri che metterete ad asciugare su di un panno leggermente infarinato. Fateli cuocere per circa 10 minuti in abbondante acqua salata. Scolateli molto bene e conditeli con il burro fuso insaporito con la salvia e il formaggio grana grattugiato. Lasciateli riposare così conditi in una zuppiera calda per un attimo prima di servirli perché insaporiscano meglio. Servite in piatti caldi.

Parlo mica a vanvera.... buonevacanze!!!

postato da: scimmietta alle ore 21:04 | link | commenti
categorie: ricette
martedì, 08 agosto 2006

Finalmente sono in ferie. Sto iniziando a prepararmi (soprattutto psicologicamente) alla 'fughe' che mi aspettano nelle prossime settimane. Tanto non vedo l'ora di fuggire che ho improvvisato un weekend
bresciano dalla mia amica Vero(nica). Di quello vi posterò forse una ricetta di casoncelli...

Intanto beccatevi questo preludio del tour siciliano che ci smazzeremo, il giallista ed io, alla fine di agosto. Si tratta dei 'Sfinciuni' grosse crespelle di riso, originarie del catanese. Da non confondere con lo sfincione palermitano che è una specie di focaccia farcita pesantissima...non che i miei sfinciuni siamo leggeri, ma per me hanno il sapore dolce dei ricordi di infanzia, delle vacanze coi cugini, delle gite primaverili nell'agrumeto degli zii di Sicilia (ebbene sì, non li aveva solo Sciascia... )


Sfinciuni di riso


800gr di riso.
250gr di farina Manitoba (è quella per soufflè, babà e simili)
200gr di zucchero.
1 litro di latte.
1\2 bicchiere d'acqua.
20gr di lievito di birra.
La buccia grattuggiata di un'arancia.
Olio per friggere.
Tempo di preparazione 1 ora.

Versate il latte in una pentola, aggiungete acqua e portate ad ebollizione. Poi unite un pizzico di sale e tuffate il riso. Quando è cotto versatelo sul piano di marmo e fatelo raffreddare.
Quando è freddo unite la buccia d'arancia, la farina metà dello zucchero e il lievito sciolto in poco latte tiepido. Amalgamate il tutto e fate lievitare un paio d'ore coperto con un canovaccio.
Fate dei cilindretti di max 10 centimetri e buttateli a friggere nella padella. Quando sono cotti e ben caldi rotolarli a piacere nello zucchero o nel miele.
postato da: scimmietta alle ore 17:35 | link | commenti (1)
categorie: ricette, scappo dalla cittĂ 
venerdì, 07 luglio 2006



BENGAN BARTHA
 
Purè di melanzane (ma detto così non rende l´idea)

Una melanzana
Una cipolla (due melanzane, due cipolle, etc...)
Madras Hot Curry ( e fin qui...)
Mathy + Panch Paren (vi voglio vedere. In bocca al lupo)
Peperoncino
Curcuma
Ghee (meglio conosciuto come burro chiarificato)
Panna
Sale, pepe, (q.b. Ma quanto b.?)
Si prende una melanzana e la si incarta nella carta stagnola.
La si mette a cuocere o nel forno o direttamente sul fuoco (sul fuoco ci mette meno tempo ma impuzza la casa, a ognuno la sua scelta).
Nel frattempo si affetta una cipolla sottile-sottile,
Quando la melanzana è cotta, morbida e butta il liquido amarognolo, va pelata e ridotta in purè con una forchetta. Si riscalda in padella un po´ di burro chiarificato (non molto, vi consiglio...) e in quello si fa soffriggere la cipolla, si aggiunge la melanzana e tutte le spezie.
Il tempo di cottura è `a sentimento´ visto che gli ingredienti sono giù cotti.
Si lasciano lì, giusto il tempo di far socializzare i sapori.
Si amalgama con un po' di panna e si aggiunge un po' di curcuma, per dare colore.
Servire con riso basmati rigorosamente pilaf

Questa ricetta è autentica indiana, l'ho imparata da un'autentica donna indiana.
Il risultato è buono. Decisamente pesante ma sicuramente rende l'idea della cucina indiana.
Quello che ci servono nei vari New Dehli e Taj Mahal sta alla cucina indiana esattamente come quello che propinano al Drago d' Oro e alla Grande Muraglia sta alla cucina cinese.
(Per carità, niente di male ad andare al Taj Mahal. Generalmente i ristroranti indiani fanno dell'ottima cucina. Chi cerca commenti aristo-snob sulla cucina, vada pure a cercarsi un altro blog...)

postato da: scimmietta alle ore 15:46 | link | commenti
categorie: ricette
martedì, 23 maggio 2006

Ribbloggo
Ebbene sì, mi autocito. A due anni di distanza, ripropongo la ricetta sul tè alla menta 'moroccan style', così come l’avevo pubblicata sul sharqimonkey. Può sempre tornare utile...

E già, fa proprio caldo...si lamenta la scollacciata moglie sicula nello spot di un tè freddo. Visto che ormai si schiatta dal caldo anche in Emilia Romagna, che il tè freddo industriale nella migliore delle ipotesi sa di detersivo, che qualcuno ha cercato questa ricetta sul mio blog: voilà il tè marocchino alla menta! Non è freddo, anzi è bollente, ma garantiscono che è rinfrescante. provare non guasta!"
Ingredienti:

mezzo cucchiaio di tè verde
una manciata di foglie di menta (possibilmente varietà "menta viridis")

zucchero di canna, a piacere 

Preparazione: 
scaldare la teiera e versare le foglie di tè. Versarci sopra poca acqua bollente e ruotare velocemente, poi buttare via l'acqua facendo attenzione a non perdere le foglie di tè. Aggiungere menta e zucchero e irrorare con un litro di acqua bollente. Lasciare in infusione per circa 5/8 minuti (più o meno forte). Eliminare le foglie di menta che galleggiano in superficie. Servire in bicchieri di vetro. 

Varianti:
E' una bevanda estremamente rinfrescante, la cui preparazione è considerata un'arte. L'unica variante "tollerata" dalla tradizione è relativa alla quantità di zucchero, che nella versione originale è di circa un etto e mezzo.
Notizie e consigli:
Il tè verde viene servito in splendide teiere d'argento lavorato, con un beccuccio molto lungo, e servito in bicchieri di vetro lavorato, versandolo da una notevole altezza, per far raffreddare prima l'infuso. Va zuccherato direttamente nella teiera.



postato da: scimmietta alle ore 10:51 | link | commenti
categorie: ricette
lunedì, 06 febbraio 2006

PENNE
ovvero La ricetta del Gorilla


Quella appena conclusa è stata forse la settimana più cinematografica della mia vita. Negli ultimi 7 giorni ho visto, Travaux, Munich e La cura del Gorilla.
Evito di recensire via blog, perché lo fa già tutto il resto del mondo.
Dico solo che La cura del Gorilla mi ha dato uno spunto di riflessione che ricorda i tormentoni Littizzetto- Ruini:

(Monsignore) PENNE LISCE O RIGATE?

Sandrone Dazieri, autore dl romanzo da cui è tratto il film ed ex-cuoco, dà una sua definitiva e inappellabile risposta. Il sito www. politicaonline.net publica anche un forum a proposito. Arriveremo a disquisizioni del tipo: la penna liscia è di destra, quella rigata di sinistra?
Onde evitare di impantanarmi, io mi limito a riportare due ricette con le penne. Secondo la ricetta del Gorilla. Lisce.

PENNE LISCE AL CURRY
(per 5 persone) - penne lisce, 400 gr. - pomodori pelati, 500 gr.
olio extravergine di oliva, mezzo bicchiere - aglio, uno spicchio
alloro, una foglia - un porro - polvere di curry, un cucchiaino
peperoncino, un pezzetto - sale e pepe - parmigiano grattugiato
Mettete in un largo tegame l'olio con l'aglio schiacciato, il porro tagliato sottile (solo la parte bianca), la foglia di alloro spezzata e il peperoncino privato dei semi.
Lasciare a fuoco vivo per qualche minuto, quindi aggiungere i pomodori pelati senza il loro succo e cuocere per dieci minuti; salare e pepare; eliminare il peperoncino, l'aglio e l'alloro. 
Sciogliere in una tazzina di acqua calda la polvere di curry, aggiungere la salsa e portare a ebollizione.
Cuocere la pasta, scolarla e condirla con una salsa al curry, informaggiando a piacimento.
Da www.lamimosaonlus.it

PENNE ALLA VODKA  - le intramontabili -

320 g di penne lisce - 2 pomodori (300 g) - 1 bicchierino di vodka (30 ml) - 50 g di pancetta affumicata - 1 spicchio di aglio - 1 rametto di prezzemolo (5 g) - 3 cucchiai di sale grosso -  1 spolverata di pepe - 1 pizzico di sale fino

Preparazione:
Mettete a bollire 3 litri d'acqua in una pentola, appena bolle aggiungete del sale grosso e versatevi le penne, che lascerete cuocere per il tempo indicato sulla confezione.  Nel frattempo procedete con la preparazione del condimento nel modo che segue:
- sbucciate l'aglio e schiacciatelo leggermente;
- lavate i pomodori e asciugateli con carta da cucina;
- sbucciateli aiutandovi con un coltellino appuntito e riduceteli a pezzettini di circa di 1/2 cm.
Lavate il prezzemolo ed asciugatelo utilizzando sempre la carta da cucina;
- tritatelo finemente con la mezzaluna;
- in un tegame mettete l'olio insieme all'aglio e fate rosolate a fuoco alto per circa 1 minuto;
- aggiungete la pancetta abbassando però il fuoco e rosolate per un altro minuto.
Importante:la pancetta non deve annerire, ma diventare trasparente;
- aggiungete la vodka non prima però di aver eliminato l'aglio, e fatela evaporare per 1 minuto;
- procedete unendo i pomodori e lasciando insaporire per un altro minuto:
- aggiungete sale e pepe a vostro piacimento;
- per finire scolate la pasta e trasferitela nel tegame del condimento;
- fatela mantecare mescolando per un altro minuto sulla fiamma alta;
- cospargete il piatto di prezzemolo tritato e sarete pronti per servire.
Un'alternativa saporita:
per rendere più gustoso il piatto potete utilizzare al posto della pancetta 3 filetti di acciughe sotto sale ben lavati e asciugati. Versateli nell'olio caldo insieme all'aglio e fateli sciogliere mescolandoli con una forchetta, aggiungete il pomodoro e andate avanti seguendo la ricetta originaria. A fine cottura potete aggiungere 20 g di capperi sotto sale, lavati e strizzati.
Da www.italiadonna.it


postato da: scimmietta alle ore 13:52 | link | commenti (2)
categorie: libri, ricette
sabato, 19 novembre 2005

EBBENE Sì, MI AUTOCITO...
Da un controllo di vecchi documenti sul computer, è saltato fuori il testo di un post che avevo pubblicato mooolto tempo fa sul mio vecchio blog 'sharqimonkey'. E' il resoconto di una lezione di cucina marocchina che avevo seguito, con annessa ricetto per il pane arabo. Ve la  ripropongo, perchè è un peccato che vada persa...nel caso anche io mi dimenticassi come si fa il pane arabo, posso sempre dare una controllatina sul mio blog...

C’era una fauna mista di giovani a caccia di esperienze gastronomiche alternative di gusto no global e coppie di quella che una volta di definiva mezz’età (oggi che siamo giovani fino a quarant’anni e moriamo a novanta, chissà qual è la mezza età?).
C’era chi era incuriosito dai nomi degli ingredienti e delle ricette e costringeva Fathiha, la nostra cuoca-docente a dirci i nomi in arabo di tutto quello che toccava e se li segnava su un taccuino…per la maggior parte di questi nomi non riuscivamo nemmeno ad afferrare la pronuncia…Da quel poco che ho appreso io, pentola in arabo di dice qualcosa tipo “chasrija” e il pane arabo si chiama “hobs” (ma è tutto molto approssimativo). Il pane arabo, dicevo…A Bologna quello che vendono nelle panetteria come pane arabo è arabo quanto me, e nella maggior parte dei casi è immangiabile come quasi tutto il pane di queste parti (non me ne vogliano i bolognesi ma il pane emiliano è il peggiore d’Italia) . Le donne marocchine, ci spiegava Fathiha, fanno il pane in casa tutti giorni e poi, se non hanno il forno, lo portano a cuocere nei forni pubblici. In alcune zone del Marocco ci sono ancora i forni pubblici. Comunque, per amore della conoscenza, vi divulgo via blog la ricetta esclusiva del pane arabo; fatene buon uso, se vorrete farne uso…

Pane arabo – detto Hobs ( o qualcosa di simile)
1 kg di farina (semola macinata di grano duro)
acqua tiepida
sale q.b.
lievito di birra, un cubetto

Prendere tutti gli ingredienti e impastarli fino a farne una palla omogenea. E’ la parte più difficile, bisogna impastare e ri-impastare molto energicamente per almeno un quarto d’ora, tirare la palla di paste con una mano mentre la si tiene ferma con l’altra. Quando arriva al giusto livello di consistenza (morbida e uniforme) si suddivide in palline tonde della dimensione che si preferisce, avendo cura di appallottolarle bene per spianare tutte le eventuali rughe, poi si schiacciano leggermente con il palmo della mano (non con le dita o rimangono le ditate sulla pasta). A questo punto si coprono e si lasciano lievitare fino a quando non sono gonfie. Allora si fanno dei piccoli buchi con la forchetta e si inforna a 180° per circa un quarto d’ora.


postato da: scimmietta alle ore 10:31 | link | commenti (2)
categorie: ricette
mercoledì, 02 novembre 2005


SWEET Torrone 


per la serie, se è vero che quel che non ammazza ingrassa, questa ricetta fa entrambe le cose!



150 grammi di nocciole
 100 grammi di zucchero
 450 grammi di cioccolato fondente
 3 tuorli
 600 ml di panna da montare
 1 bicchierino di cognac
 2 albumi
 1 bustina di vanillina
 10 amaretti
 10 wafer al cacao
 150 grammi di torrone
 70 grammi di meringhe

In una ciotola amalgamare i tuorli con lo zucchero e la vanillina, incorporarvi 500 ml di panna montata a neve e mescolare con la frusta. Contemporaneamente tritare molto finemente il torrone, quindi sbriciolare i wafer,  100 grammi  di cioccolato fondente ed infine  50 grammi  di meringhe e gli amaretti. Amalgamare il tutto con molta cura ed unire una metà del trito con metà della crema.......devo continuare??

NON é Uno scherzo! questa e altre ricette con il torrone al link: http://www.sweettorrone.it/ricette.asp
MILLE ANNI di palestra, digiuno e penitenze non basteranno a mondarvi la coscienza, o voi,che vi recherete a Cremona nei prossimi giorni (5 e 6 novembre) per partecipare alla  manifestazione 'Sweet Torrone' 
(www.sweettorrone.it ...oltretutto ditemi se il sito non sembra fatto dagli stessi web designer di Eurochocolate?!)
Cremona, città di torroni e del nostro sindaco Cofferati, paladino dell'ordine e della legalità a suon di ruspe.
Chissà se secondo lui sarebbe legale una simile ricetta?? Mah...come diceva Ferrini: "non capisco ma mi adeguo"

 
postato da: scimmietta alle ore 22:35 | link | commenti
categorie: ricette
domenica, 07 agosto 2005

Il mio Shinystat mi comunica che il mio blog è scarsamente frequentato. Questo lo sapevo e non me ne stupisco. Ho poco tempo a disposizione per frequentare altri blog e fare public relations.... Quello che invece non sapevo è che sono frequentata soprattutto da chi cerca ricette per il pretzel (già postata) e ricetta per il goulash. Dunque riassumo da Cooker. net per i miei pochi visitatori. la mitica versione del... 

Goulash alla Birra  Ingredienti per 2

500 gr di carne da spezzatino

1 cipolla bianca

1 cucchiaio di paprika dolce

1 peperoncino piccante

350 gr di pomodori ben maturi

1 cucchiaio di aceto

scorza di limone

birra scura (1 bottiglia
da 66 cl)

olio di oliva

sale

salvia, rosmarino, alloro

1 spicchio d'aglio

Preparazione
Fate scaldare l'olio, aggiungete lo spicchio d'aglio e la cipolla tagliata finissima ed aggiungete le erbe aromatiche preventivamente legate in un mazzetto (per poterle estrarre facilmente dalla pentola a cottura ultimata). Quando aglio e cipolla sono dorati aggiungete la carne e fatela rosolare bene. Aggiungete ora i pomodori preventivamente tagliati a cubetti piccolissimi, un cucchiaio di aceto, alcune scorzette di limone (solo il giallo), il cucchiaio di paprika dolce e un pezzettino di peperoncino piccante a vostro piacimento. Lasciate cuocere una decina di minuti dopodiché iniziate ad irrorare con la birra. Aggiustate di sale. Lasciate cuocere per almeno 3 o 4 ore. Prima di servire togliete l'aglio, il mazzetto aromatico e... se riuscite a trovarlo, il pezzettino di peperoncino piccante!!!

 



postato da: scimmietta alle ore 11:23 | link | commenti (1)
categorie: ricette