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sabato, 07 ottobre 2006

Potrebbe sembrare
che io non abbia molta voglia di aggiornare il blog in questo periodo.
E a volte le cose sono proprio come appaiono.
Tuttavia, anche la tecnologia ci si è messa di traverso. Avevo scritto un postone lungo e 'documentato' sui libri che mi sono comprata per il compleanno, sull'agriturismo dove ho festaggiato (il tutto arricchito di preziose perle di saggezza su come lo scorrere del tempo regala serenità e lucida capacità di decodificare se stessi e il mondo). Poi Splinder se lo è mangiato. Non so come sia potuto accadere, ma l'ha fatto.
Dunque ritorno solo per un piccolo 'consiglio per le escursioni finesettimanali'.

Chef Kumalé per il " IV Festival Internazionale del Cibo di Strada"
Cesena 6 - 8 ottobre 2006
Il cibo di strada (street food) servito nei caratteristici chioschi o offerto da venditori ambulanti - costituisce la più antica ed autentica forma di ristorazione. Semplice nella preparazione, fortemente legato alle tradizioni agro-alimentari del territorio a cui appartiene, il cibo di strada è probabilmente la più "onesta" tra le diverse forme di offerta gastronomica, quella meno soggetto all'influenza di mode passeggere, quella che maggiormente consente di leggere la storia (non solo gastronomica) di una città e dei su
oi abitanti.

Ci sono anche dei laboratori tenuti da Chef  (ai quali io non potrò partecipare e vi risparmio le ragioni (perchè altrimenti sono sicura che partirei con un'infinita lagnanza sul come quando si lavora in un settore che non c'entra nulla con i prori interessi/valori/visioni del mondo, poi si finisce a dover passare la domenica in posti come il Salone Nautico di Genova).
Comunque oggi pomeriggio/sera ci sarò anche io, a passeggio per le strade di Cesena, con il giallista (a proposito: il giallista ha fatto il restyling al sito. Piac'?)
postato da: scimmietta alle ore 11:10 | link | commenti
categorie: notizie, scappo dalla cittĂ 
martedì, 08 agosto 2006

Finalmente sono in ferie. Sto iniziando a prepararmi (soprattutto psicologicamente) alla 'fughe' che mi aspettano nelle prossime settimane. Tanto non vedo l'ora di fuggire che ho improvvisato un weekend
bresciano dalla mia amica Vero(nica). Di quello vi posterò forse una ricetta di casoncelli...

Intanto beccatevi questo preludio del tour siciliano che ci smazzeremo, il giallista ed io, alla fine di agosto. Si tratta dei 'Sfinciuni' grosse crespelle di riso, originarie del catanese. Da non confondere con lo sfincione palermitano che è una specie di focaccia farcita pesantissima...non che i miei sfinciuni siamo leggeri, ma per me hanno il sapore dolce dei ricordi di infanzia, delle vacanze coi cugini, delle gite primaverili nell'agrumeto degli zii di Sicilia (ebbene sì, non li aveva solo Sciascia... )


Sfinciuni di riso


800gr di riso.
250gr di farina Manitoba (è quella per soufflè, babà e simili)
200gr di zucchero.
1 litro di latte.
1\2 bicchiere d'acqua.
20gr di lievito di birra.
La buccia grattuggiata di un'arancia.
Olio per friggere.
Tempo di preparazione 1 ora.

Versate il latte in una pentola, aggiungete acqua e portate ad ebollizione. Poi unite un pizzico di sale e tuffate il riso. Quando è cotto versatelo sul piano di marmo e fatelo raffreddare.
Quando è freddo unite la buccia d'arancia, la farina metà dello zucchero e il lievito sciolto in poco latte tiepido. Amalgamate il tutto e fate lievitare un paio d'ore coperto con un canovaccio.
Fate dei cilindretti di max 10 centimetri e buttateli a friggere nella padella. Quando sono cotti e ben caldi rotolarli a piacere nello zucchero o nel miele.
postato da: scimmietta alle ore 17:35 | link | commenti (1)
categorie: ricette, scappo dalla cittĂ 
lunedì, 29 maggio 2006


dall' 8 al 12 giugno





VADO in
SARDEGNA

postato da: scimmietta alle ore 19:59 | link | commenti
categorie: scappo dalla cittĂ 
venerdì, 05 agosto 2005

Per finire la mia carrellata quotidiana su ciò che mangerò durante le vacanze (in compagnia del mio fidanzo, ruminante insalata) allego questo link:

http://www.vruniverse.com/vrml/schnitzel/schnitzel.html

Anche qui torniamo sul tema sell'appartenenza delle ricette. Il gentile amico curatore del sito vuole spiegare agli americani come è la vera Wiener Schnitzel (pare esista in the States una catena di Fast Food detta "Der Wienerschnitzel" che non offre Wienerschnitzel...bah...) Dice l'amico: "Se avete la possibilità di andare in un vero ristorante TEDESCO scoprirete la vera Wienerschnitzel. Ma 'Wiener' sono stava per 'viennese'? Gli americani pensano che Vienna si trovi in Germania? E' vero che siamo ben in ignoranti in geografia...ma non siamo gli unici! :-) D'altronde anche noi in Europa abbiamo il Kentucky Fried Chiken e...sfido la maggiorparte degli europei a trovare il Kentucky su una cartina degli States :-)))

 

postato da: scimmietta alle ore 12:16 | link | commenti
categorie: scappo dalla cittĂ , vivere con un giallista

IL CIBO DELLE VACANZE – parte 2

Proseguono gli amici del ristorante: “Gli gnocchi cechi costituiscono un contorno assolutamente unico. La nostra cucina popolare non puo' fare a meno degli gnocchi di pane o di patate”. Nulla da obiettare. Chiunque sia stato a Praga ricorda i Knedliki. Chi invece non c’è stato e volesse sapere qualcosa su questo particolare tipo di gnocco, può cominciare facendo delle ricerche su Google. Per prima cosa vi spunta il sito di un’improbabile famiglia del Kansas (cosa che sicuramente genererà della confusione....) Se si prosegue nella ricerca, si trova una ricetta di Big Food (sito abbastanza credibile ma che 'sta volta fa un errore, definibile con quel termine che indica anche i piccoli ambienti isolati all’interno delle chiese - vedi lista dei link -)

Bramborove Knedliky (Gnocchi di patate) origine: Ungheria (???)

Tempo di Preparazione: 15 min. Tempo di Cottura: 40 min. Calorie: 255 calorie a porzione

Costo: economico Ingredienti per sei persone.

7 patate medie - 100 gr di semolino - 100 gr di farina - 2 uova - 2 cucchiai di latte - sale 1.

 Lessate le patate con la buccia in abbondante acqua bollente salata: poi scolatele e pelatele. In una terrina, sbattete leggermente le uova, unitevi farina, semolino, sale, latte e le patate schiacciate. Mescolate tutto bene con un cucchiaio di legno, fino ad ottenere un impasto omogeneo. 2. Con le mani infarinate, formate delle polpettine, che lesserete in abbondante acqua bollente salata. Appena gli gnocchi salgono a galla, prelevateli con una schiumarola e conditeli con del burro fuso.

A cosa è da imputare questo? Al melting pot tra gastronomie? Ad una coincidenza? O piuttosto alla nostra proverbiale, quanto grassa e beata, ignoranza su tutto quanto concerne la geografia dei paesi dell’Est? La pensa diversamente www.netcooks.com, che ci propone una versione di Knedliky alla farina.

preparato per knedliky...

Houskove Knedliky  - Czechian Bun Dumplings 1

 lb. farina (flour) 2 cups lukewarm water 1 scant cup milk 2-3 eggs 1 Tbls. salt 5 large (old) buns, horns or white bread

First, cut the old buns, horns, or white bread into small croutons. If fresh, toast or frie so they are crisp. Select the best farina (flour) you can get. Mix water, milk, eggs, and salt and keep adding farina (flour) until dough is smooth and makes bubbles and doesn't stick to the bowl. Mix in croutons. Divide into 4 parts, form uplong ball dumplings. Let set for about 30 minutes. Place into salty boiling water and cook for about 25 minutes. Cut with string. Serve these with Veprove, Knedlik a Zeli (Roasted Pork, dumpling, and Cabbage) recipe found in the Pork and Lamb Category.

Per la cronaca, quella dei knedliky non è l’unica ‘paternità gastronomica confusionabile’...Ben più conosciuto il GOULASH, comunemente ritenuto ungherese, ma diffuso in tutta l’Europa centrale. La versione ceca è quella a base di paprika dolce e che gronda cipolla .... interessantissima la versione alla birra.

 

 

 

 

postato da: scimmietta alle ore 11:49 | link | commenti
categorie: ricette, scappo dalla cittĂ 

IL CIBO DELLE VACANZE – parte 1

Dunque, lunedì parto per un breve tour del centro Europa, con epicentro a Praga (città, che come sa che mi conosce,‘frequento’ con una certa ‘frequenza’, in quanto sede di parentado). Per completezza dell’informazione,devo precisare che parto con il mio compagno, reduce da un attacco di appendicite, il cui rischio di ricaduta è da scongiurare con una dieta sana e leggera. Gastronomicamente parlando, quindi, non sarà un viaggio semplice. Per i pochi chi non ne sanno ancora nulla, vi agevolo un contributo sulla cucina ceca, a cura del ristorante preghese ‘U Glabicu’ (Malostranské námestí 266/5, http://www.restaurant-uglaubicu.cz), che non conosco personalmente ma consiglio sulla fiducia (Non sarò mai un critico gastronomico...). Per un insieme di correttezza e pigrizia, riporto il testo così com’è, refusi compresi: “Cucina ceca ha una tradizione secolare. La sua base e costituita dalla cucina popolare e da ingredienti prodotti in casa. Con ingredienti apparentemente semplici, si elaborano pietanze originali che troviamo solo nella cucina ceca. I ristoranti di cucina ceca sono poco diffusi al mondo vista la notevole difficolta richiesta per la preparazione delle portate, tuttavia sono molto frequentati e apprezzati. Il fenomeno della cucina ceca e rappresentato dalle salse. La carne al forno o bollita, condita da una gustosa salsa che di solito e a base di panna, oppure da salsa piu lieve con latte o burro a cui si aggiunge un sapore elementare, costituisce la portata principale tipica. Il manzo con salsa cosiddetta di pomodori (IL ‘COSIDETTA’ INQUIETA. O è pomodoro o non lo è...il turista al ristorante ha bisogno di certezze), o con salsa all'aneto, o ancora il filetto alla panna, non possono mancare in nessun menu.

Dunque, capite il mio dilemma?

postato da: scimmietta alle ore 11:11 | link | commenti
categorie: scappo dalla cittĂ 
giovedì, 14 luglio 2005

"Il vero viaggiatore, in quanto introiezione di un "fuori" diverso dal nostro abituale, implica un cambiamento totale dell'alimentazione, un inghittorire il paese visitato nella sua fauna, nella sua flora e nella sua cultura. Questo è il solo modo di viaggiare che abbia un senso oggigiorno dove tutto cio' che e' visibile lo puoi vedere anche alla televisione senza muoverti dalla tua poltrona."

Italo Calvino, Sotto il sole giaguaro, 1955

Forse suona poco appetitoso ma questa cosa ritratta sotto è la prima che intendo assaporare nel mio prossimo viaggio...di cui accennerò presto un itinerario gastronomico...

 

 

 

 

 

postato da: scimmietta alle ore 21:39 | link | commenti
categorie: scappo dalla cittĂ